Friday, February 17, 2012
Thursday, February 16, 2012
Venti coltellate per uccidere il rivale in amore - La Stampa
L'assassino ha?attirato la vittima in strada, in via Salvemini, quindi ha assalito l'uomo con una raffica di fendenti e poi è fuggitoUn delitto passionale: ieri sera, poco dopo le 22, il pregiudicato Moreno De Lillo, 42 anni, è stato trucidato con una ventina di coltellate sotto casa. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino e della Compagnia di Rivoli hanno fermato un giovane, a Collegno, con gli abiti sporchi di sangue. Nella notte è stato a lungo interrogato. La sua posizione è ancora al vaglio degli inquirenti. Secondo una prima ricostruzione, l’assassino si sarebbe presentato sotto casa in via Salvemini 10, dove De Lillo convive da qualche mese con una donna: l’ex fidanzata del presunto aggressore. Avrebbe bloccato il tasto del citofono con del nastro adesivo, allo scopo di attirare in trappola il suo rivale. De Lillo è sceso in strada a sbloccarlo ed è stato subito afferrato alle spalle. Prima una serie di coltellate all’addome e infine lo ha colpito alla gola, quasi decapitandolo.De Lillo si è accasciato davanti al portone ed è morto in pochi minuti in un lago di sangue. I carabinieri, guidati dal capitano Raffaele Ruocco e dal luogotenente Salvatore Fucarino, hanno sentito la donna contesa, che ha dato le prime indicazioni per individuare l’assassino, che si sarebbe allontanato dopo l’omicidio a bordo della sua auto. Pare che nei mesi scorsi l’omicida, che aveva avuto una lunga relazione con la donna, senza mai rassegnarsi, avesse consegnato tempo addietro due lettere anonime in caserma che secondo lui gli sarebbero state affidate da uno sconosciuto.
Nei documenti erano contenute pesanti accuse nei confronti di De Lillo. Da una parte ricostruivano il suo passato, dall’altra mettevano in evidenza altri presunti atteggiamenti criminali. Gli investigatori avevano svolto alcuni accertamenti, ma nulla che interrompesse la relazione fra De Lillo, che era titolare di una ditta di decorazione, e la donna di 35 anni. Il pm Giancarlo Avenati Bassi ha compiuto un sopralluogo e nella tarda notte il corpo è stato trasferito all’obitorio.
Sul luogo del delitto tracce di sangue ovunque: sui muri, sui vetri del portone, lunghe strisciate sui pavimenti, segno di una lotta, disperata da parte della vittima che non ha mai avuto scampo. Secondo testimoni il decoratore sarebbe stato subito colpito a morte non appena spalancato il portone. Il giovane fermato ha 23 anni e abita a Collegno. La sua posizione con il trascorrere delle ore si sta aggravando. ?Era da tempo che il mio ex ci perseguitava - ha detto la donna ai carabinieri - ma non avremmo mai pensato arrivasse a tanto?. Ancora sotto choc, ha attraversato il portone dove c’era la maglia insanguinata del suo compagno, il cui corpo era stato coperto da un lenzuolo. Un vicino di casa, attirato dalle urla, ha commentato: ?Il morto è De Lillo? Ha fatto la fine che ci si poteva aspettare?.
Gli altri residenti del condominio si sono barricati in casa e nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni su una vicenda sconvolgente per la ferocia con cui l’assassino ha finito il rivale. Lo hanno visto quando ormai De Lillo era già esanime, il corpo riverso nell’aiuola, la neve rossa di sangue, accanirsi ancora con un coltello forse da cucina. I carabinieri stanno cercando l’arma del delitto. Hanno setacciato la zona attorno al condominio e perquisito l’abitazione del presunto assassino. Stamane, il 23enne di Collegno, sarà di nuovo interrogato, assistito dal legale di fiducia, contattato nella notte.
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A Stasi la pedopornografia costa una multa - il Giornale
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0 A Stasi la pedopornografia costa una multa di Stefano Zurlo - 14 febbraio 2012, 08:00Commenta La tragedia di Garlasco si chiude con una multa, una pena pecuniaria che sa di contravvenzione. Di semaforo rosso e di biglietto del tram non pagato. E invece quei 2540 euro che Alberto stasi dovrà pagare sono la coda dell'omicidio di Chiara Poggi, un dramma che ha sconvolto l'Italia. Anche quel delitto, avvenuto il 13 agosto 2007, rimarrà uno dei tanti misteri italiani, buoni solo per le contorsioni dei dietrologi. Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara, era stato assolto a doppia mandata, in primo e secondo grado. Restava davanti al tribunale di Vigevano solo un moncone dei procedimenti aperti contro il biondino: il filone delle foto e dei filmati pedopornografici contenuti nel suo computer. Una parte del capo d'imputazione, la divulgazione del materiale proibito, si era già squagliata. C'era ancora sulla bilancia dei giudici la detenzione e su quel minuscolo moncherino è arrivata la condanna. Millequattrocento euro di multa più trenta giorni di reclusione, convertiti in 2.540 euro di pena pecuniaria. Più l'interdizione dai pubblici uffici. Insomma, sul curriculum di Stasi, che intanto si è laureato e ha ripreso la vita di sempre, rimane una macchiolina quasi invisibile. Poco o nulla rispetto allo scenario agghiacciante costruito dopo la morte di Chiara.In quei giorni di estate gli investigatori si erano concentrati su Stasi, primo e unico sospettato di tutta questa storia.
Tutti, ma proprio tutti gli indizi portavano a lui. Solo che gli indizi non hanno mai raggiunto il peso di prove. Sulla base di un indizio traballante, e poi crollato, Stasi venne fermato e poi rilasciato di corsa. Dal computer, aperto intempestivamente dalle forze dell'ordine, erano intanto saltati fuori i filmati con scene hard cui partecipavano anche i minori. Un biglietto da vista devastante per il ragazzo modello tutto fidanzata e libri; che ci facevano lì quelle scene vergognose, quelle immagini intollerabili, quei video maniacali?
L'accusa, sempre carica di suggestioni e a corto di assi da buttare sul tavolo, si è attaccata a quei video sostenendo che quelle istantanee fossero la chiave del delitto. Chiara, la ragazza acqua e sapone, non conosceva quel lato oscuro e inquietante del suo ragazzo. Forse, la sera prima di morire, Chiara aveva curiosato nel portatile di Alberto e si era imbattuta in quelle nefandezze. Per la procura di Vigevano quella scoperta aveva innescato come una scintilla: la lite fatale e l'assassinio.
Ipotesi. Azzerate da un'indagine che si è risolta in un balbettio. Anche il fascicolo pedopornografico si è arenato un po' alla volta. "eravamo partiti con una contestazione di 60 spezzoni di file- commenta l'avvocato Giulio Colli - ora si è sbriciolato tutto. Resta questa coda che cercheremo di eliminare in appello". Del resto l'accusa si era già ristretta a solo 17 frammenti di immagini.
Dello Stasi killer si erano perse le tracce da tempo, ora anche lo Stasi in versione orco scompare in un'aula di giustizia. Certo, la storia non è ancora arrivata all'epilogo: lo Stato, alle prese con l'ennesimo imbarazzante giallo senza soluzione, proverà a riaprire i giochi in Cassazione. Ma la speranza è un fuoco tenue. La Spon River delle vittime senza colpevole è destinata ad allungarsi. ANNUNCI GOOGLE i pi? lettiAlcamo, accusato di strage
assolto dopo 21 anni in celladi Andrea AcquaronePd, il partito-taxi al servizio dell'ultrasinistradi Vittorio MacioceTanzi in ospedale:
si sta lasciando moriredi Luca FazzoIl tracollo di Genova
fa precipitare il Pd
in una crisi di nervidi Diego Pistacchieditoriali
I finti tagli di Re Giorgiodi Alessandro SallustiIl Quirinale annuncia risparmi per 60 milioni. Eppure il Colle costa ancora il doppio dell?Eliseo ?continua..Scrivi al direttore L'opinioneLe corporazioni e Siciliottidi Nicola Porro Siciliotti ? quel signore biondo, con i capelli quasi pi? ridicoli...Fine del bipolarismodi Stefano Filippi A che gioco gioca Silvio Berlusconi? Leggete l’intervista che...Ma se tu fossi greco cosa faresti?di Marcello Foa Non posso sapere, stando in Italia, da chi ? composta la folla che ha...Vendola sgambetta Bersani, effetto Pisapia a Genovadi Alberto Taliani Primarie del centrosinistra amarissime (e allarmanti) anche a Genova,...I cinque schiaffoni dei Foo Fightersdi Paolo Giordano Cinque Grammy Award uno dopo l’altro. I cinque pi?...Sanzioni contro la Siria: perch? la Cina segue la Russia?di Dan Segre Perch? la Cina segue la Russia nel bloccare le sanzioni contro la...Per credere nell’infinito occorre…di Sum ergo Cogito Per credere nell’infinito occorre accorgersi che il mondo ?... - correlati + correlati Tags: ed hardy ed hardy clothing Ed hardy kids
Giallo sul vertice "segreto" tra Monti e la Camusso La Cgil ... - il Giornale
La strada è ancora lunga. Trovare l'intesa sulla riforma del mercato del lavoro è tutt'altro che facile. La stessa idea di avere una posizione comune da parte dei sindacati resta ancora un'utopia. La Cgil sembra incapace di scostarsi, anche solo di un millimetro, dalle proprie convinzioni: nonostante i tentativi di mediazione messi in campo dal leader della Cisl Raffaele Bonanni, Susanna Camusso non intende cedere nella difesa di quello che è convinta essere un "diritto inalienabile di ogni lavoratore". Secondo Repubblica, infatti, a sbloccare la trattativa dall'impasse ci avrebbe pensato il presidente del Consiglio Mario Monti incontrandosi, qualche ora prima di volare negli Stati Uniti da Barack Obama, con la Camusso per trovare "un compromesso sulle misure che l'esecutivo varerà entro marzo". Una notizia subito smentita, con violenza, dalla stessa Cgil che accusa il quotidiano: "Qualcuno vuole far saltare confronto?".
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha confidato che "questa discussione si concluderà con un accordo". Proprio ieri il primo inquilino del Quirinale ha voluto sgombrare il campo da un possibile incubo Grecia auspicando di non vedere forme di protesta "seppur ordinate e legittime" né tantomeno fuori "dal solco della legalità" tali da non poter essere tollerate. Ma di divisioni ne restano ancora molte. Durante il presunto faccia a faccia tra Monti e la Camusso, avvenuto a detta di Repubblica in "campo neutro", i temi principali dovrebbero essere stati la riforma del lavoro e le eventuali modifiche all'articolo 18. Sin dal proprio insediamento, infatti, l'esecutivo va chiedendo ai sindacati maggiore flessibilità in modo da far ripartire l'economia italiana seriamente indebolita dalla crisi economica. Nell'incontro "segreto", il capo del governo e la leader della Cgil non avrebbero buttato già "un testo definitivo", ma avrebbero convenuto sulla "disponibilità reciproca a chiudere nei tempi stabiliti un'intesa". La dead line, a quanto pare, resta il mese di marzo. Secondo il quotidiano diretto da Ezio Mauro, però, i due avrebbero tracciato un paio di direttrici principali: si lavorerà a una "normativa che sospenda e non cancelli l'articolo 18 per chi esce dal precariato" e si imposterà la discussione attraverso una "interpretazione meno rigida del principio di 'giusta causa' da parte dei tribunali del lavoro".
Quanto c'è di vero nel retroscena descritto da Repubblica? Impossibile dirlo. Il sindacato e Palazzo Chigi smentiscono con fermezza negando catogoricamente l'incontro segreto fra il premier e il proprio segrtario nazionale: "E' assolutamente infondato". Non solo. Affidando la smentita a su twitter, la Cgil parla di "grave invenzione". "Le nostre posizioni sull’articolo 18 sono note e stranote - ribadisce il sindacato - qualcuno vuole far saltare confronto?".
Ad ogni modo le fratture non dividono soltanto l'esecutivo tecnico e la frangia più estrema della Triplice. Lo stesso fronte sindacale sembra infatti fortemente diviso. A non piacere affatto alla Cgil è la proposta, ribadita anche ieri da Bonanni (e peraltro molto simile a quella avanzata da esponenti democratici come Stefano Fassina ed Emilio Gabaglio), di "agganciare la disciplina dei licenziamenti individuali per motivi economici a quella già prevista per i licenziamenti collettivi". Una modifica che, a detta della Camusso, permetterebbe in ogni caso di "mantenere tutta la validità della norma contro abusi e discriminazioni". Ad ogni modo, come ricorda anche TgCom24, Monti mira a ottenere una risposta unica da parte dei sindacati: mercoledì si terrà un nuovo round al ministero del Lavoro. L'obiettivo, ripetuto anche dal ministro del Welfare Elsa Fornero, è quello di trovare un'intesa. Entro (e non oltre) la metà di marzo.
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Ancora neve sull'Italia, torna operativo Fiumicino Paesi isolati ... - il Giornale
Neve e freddo non lasciano le regioni, specie Emilia Romagna e Marche. La situazione, però, migliorerà gradualmente durante la prossima settimana. Tutta l'italia si è svegliata sotto zero. Le minime questa mattina sono scese diffusamente sottozero al Centro-Nord e in Sardegna, con picchi intorno a -10 al Nord-Ovest, mentre le massime resteranno intorno allo zero in tutto il Centro-Nord.
La situazione resta critica nel nord delle Marche, dove la neve ha superato il metro e molti paesi sono ancora isolati. Il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, Matteo Ricci lancia l'appello: "Rischiamo l’isolamento vero. Le strade sono nuovamente bloccate, e anche Urbino rischia di essere tagliata fuori. I mezzi non sono sufficienti, ce ne servono urgentemente altri. I danni sono incalcolabili, milioni e milioni di euro. Il territorio è in ginocchio: ci attendiamo un sostegno dal Governo, perchè da soli non possiamo farcela".
Pochi per il momento i disagi sulle autostrade. La situazione più critica è sulla E45 nel tratto toscano fino al Passo del Verghereto dove si viaggia solo con pneumatici invernali o catene montate. Chiusi alcuni tratti delle statali NSA 253, SS5, SS 696 e SS73bis, in Abruzzo e Marche. Chiuso per vento forte a Trieste il raccordo autostradale Lacotisce Rabuiesela NSA 326.?
Operative le linee ferroviarie principali, nonostante il piano di emergenza neve predisposto da Ferrovie dello Stato. Per informazioni consultare il sito di Trenitalia
Ancora disagi negli aeroporti. In particolare quello di Rimini-San Marino e quello di Ancona sono chiusi. è tornato invece pienamente operativo lo scalo di Fiumicino, nonostante resti qualche rallentamento.
Nessun problema, invece, sulle strade di Roma, dove il sindaco Gianni Alemanno ha prorogato fino a mezzanotte di oggi la circolazione senza pneumatici da neve o catene. Resta il divieto anche per ciclomotori e motoveicoli.
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Wednesday, February 15, 2012
Sepolti da una settimana I paesi isolati dalla bufera - Corriere della Sera
I paesi isolati dalla buferaUrbino, costretta a partorire in casa
CAGLI (Pesaro-Urbino) - Nica ? nata tra i fiocchi di neve. Mentre l'ostetrica, Flavia, arrancava nella bufera che ieri ? soffiata forte nella provincia di Pesaro-Urbino. ? passata da poco la mezzanotte quando, al reparto ginecologia dell'Ospedale di Urbino, l'ostetrica racconta l'odissea appena terminata: ?La signora aveva deciso di partorire a casa, come aveva gi? fatto. Poi, vista la nevicata eccezionale, si ? spaventata. I vigili del Fuoco di Urbino hanno lavorato per ore per aprire un varco nei tre metri di neve che bloccavano la strada. E gli ultimi 800 metri, in un bosco, li abbiamo percorsi a piedi. Quando siamo arrivati la bimba era nata da cinque minuti. Era in braccio alla sua mamma. Piangeva. Ma stanno bene tutte e due?. ? il pi? felice tra le decine e decine di interventi di una giornata senza respiro.
I paesi sepolti dalla neve nell'Urbinate
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? gi? sera quando i fari del gatto delle nevi illuminano un casale coperto di neve fino al primo piano. Con le pale una squadra dei vigili del fuoco di Cagli apre un corridoio tra due pareti di neve. In fondo, dietro la cascata di fiocchi, una signora imbacuccata, lancia un grido: ?Grazie. Siete angeli. Siete santi. Vi ringrazier? finch? non avr? pi? voce?. Ha gli occhi pieni di lacrime la signora Mazzi mentre avanza sotto braccio al marito, Armando, di 72 anni che tenta di placare la commozione facendole fretta. Ma lei abbraccia i soccorritori, che vivono per questo, e ringrazia ancora: ?Sono nata qui. Per? una nevicata cos? non l'avevo mai vista. Pensavo di morire?. Poi con l'aria furba, apre una scaletta: ?Me la sono portata da casa per salire. Io sono grossa e sono alta niente? scherza a bordo del cingolato che riparte a tutta velocit?. ?Io mi sono operata di cuore - racconta la signora Bruna - Ho tanti acciacchi. Una tosse che non passa: tutte le mosche al cavallo ferito. Eravamo bloccati da marted?. ? andata via pure la luce. Ma la paura era di sentirmi male e restare bloccata qui?.
L'Italia sotto la neve
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Non ? facile rimanere in equilibro mentre il gatto delle nevi si inerpica in un viottolo ripidissimo. 300 metri da incubo. Poi anche Jorghe Kokotte e Sybille Umlaut, di 69 anni, e la loro cagnetta trovatella Nebbia, sono in salvo. Nemmeno lui, regista teatrale, nato ad Heidelberg dove a volte si arriva in centro con gli sci, aveva mai visto nulla di simile: ?Mai, mai in tutta la mia vita. Credo che nemmeno in Siberia succeda questo. Ho spalato per sette giorni. Ma oggi quando ho aperto la porta di casa ? entrato un metro di neve. Fuori c'era un muro alto due metri e mezzo. Ho pensato: non potr? resistere un altro giorno. Devo ringraziare il sindaco, Patrizio Catena, e i vigili del fuoco gentilissimi e molto professionali. Incredibili. Ho ripensato alla storia della nave Concordia e quel comandante Schettino. E mi sono detto: ma in Italia ci sono persone diverse da quella. Molto, molto bravi?.
Qui, nella zona di confine tra Marche, Umbria e Toscana, via principale di collegamento tra l'Adriatico e il Tirreno, attraverso il Passo del Furlo, tracciato dagli Etruschi e poi usato dai Romani, da una settimana sono tutti al lavoro, per fronteggiare una bufera ignorata dai media.
Ciascuno fa ci? che pu?. Ieri per liberare dei paesini isolati, c'? stato un intervento congiunto tra Vigili del Fuoco e Corpo Forestale dello Stato. ?Non ci sono gelosie. Di lavoro ce n'? per tutti?, sorride il comandante dei forestali di Cagli, Armando Rocchetti. In questa, come in molte altre zone agricole sotto la neve, c'? anche il problema degli allevamenti. Nei paesini e nelle stalle pi? isolate non si riesce a portare cibo e acqua. Proprio ieri ? scattata una maxioperazione della Forestale nella Valle dell'Aniene per portare foraggi e veterinari nelle zone pi? impervie. Qui si ? tentato invano di raggiungere con una cisterna d'acqua decine di pecore senza acqua. Si ritenta stamane. Intanto squadre con le motoslitte portavano soccorsi nelle parti dove il manto di neve ha raggiunto i tre metri di altezza rendendo difficile intravedere anche i percorsi stradali. A vederlo ? bellissimo. Una grande glassa che rende lunare un paesaggio incontaminato. Per i soccorsi ? l'inferno.
?Abbiamo avuto almeno 600 chiamate in 4 giorni. Oggi non finiscono pi?. Siamo esausti, ma andremo avanti per tutta la notte?, spiega il capo distaccamento dei Vigili del fuoco di Cagli Maurizio Casavecchia. Mentre una giovane collega tenta di convincere al telefono una signora ultraottantenne che non vuol venir via dalla sua casa isolata che rischia di crollare per troppa neve sul tetto. Un problema diffuso. Sofia, 12 anni, ? stata prelevata ieri l'altro dai vigili del fuoco assieme ai genitori e due fratellini di uno e sei anni, per lo stesso motivo: ?Quando ha cominciato a cadere la neve ero contenta - racconta, finalmente in salvo -, ma poi continuava, continuava. La casa ? vecchia. ? di legno. Scricchiola. L? ho cominciato ad aver paura?.
Virginia Piccolillo12 febbraio 2012 | 10:49? RIPRODUZIONE RISERVATATags: ed hardy ed hardy clothing Ed hardy kids
E' morto il giornalista Rai Onofrio Pirrotta - Quotidiano.net
Nato a Palermo nel 1941, prima di approdare in Rai, era stato caporedattore all’Adnkronos e aveva collaborato con varie testate
Trieste, 12 febbraio 2012 - E’ morto all’improvviso la scorsa notte a Tricesimo, in Friuli Venezia Giulia, il giornalista Onofrio Pirrotta, volto noto della Rai negli anni Ottanta, quando era notista politico per il Tg2, testata per la quale ha lavorato anche come inviato. Nato a Palermo nel 1941, prima di approdare in Rai, era stato caporedattore all’Adnkronos e aveva collaborato con varie testate, dal Mondo a Panorama, dall’Europeo al Giorno, al Messaggero.
Al Tg3, dove arrivò negli anni novanta, rivoluziò la rassegna stampa notturna, introducendo la figura di un ospite che commentava le notizie in primo piano dei quotidiani. Nel 2000 per Rai3 realizzò la trasmissione ‘’E’ la stampa bellezza’’.
Pirrotta è stato anche autore di ‘’Pressappoco’’ un libro di successo pubblicato dalla Mondadori, sugli errori e le bufale di molti colleghi, soprattutto nel trattare argomenti storici, geografici, letterari, scientifici e nel condire i loro articoli di citazioni anche latine e regolarmente sbagliate. Lascia la moglie Cristina e i due figli, Adriano e Lorenzo.
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